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L’infinito oltre le parole: la cosmologia sonora di Michele Piano in “De Essentia”

Sospeso tra il rigore del sillogismo aristotelico e la vertigine dell’universo, il nuovo album del pianista foggiano è un viaggio ambient e neo-classico di rara intensità.

Ci sono dimensioni dell’esistenza che sfuggono alla gabbia della parola scritta o parlata. Quando alziamo gli occhi al cielo stellato o quando proviamo a decifrare i nostri sentimenti più autentici, l’unico termine che sembra conservare una parvenza di senso è “infinito”. Tutti gli altri sinonimi arretrano, incapaci di misurare l’immenso. Solo la musica, per sua stessa natura incorporea, possiede lo straordinario potere di evocare spazi altrettanto sconfinati.

È proprio in questa ricerca dell’ineffabile che si colloca “De Essentia”, l’attesissimo ritorno discografico di Michele Piano. Compositore e pianista di formazione classica originario di San Giovanni Rotondo (FG), Piano si distingue nel panorama contemporaneo per la capacità di far dialogare le proprie solide radici accademiche con un’incessante esplorazione dei linguaggi elettronici e moderni.

Il sillogismo della creazione: tra Aristotele e astrofisica

Il disco si sviluppa lungo otto tracce strumentali concepite come una vera e propria architettura filosofica che ripercorre le tappe del sillogismo aristotelico. Michele Piano costruisce il percorso con un rigore intellettuale che affascina: si parte da una premessa maggiore, rappresentata dall’apertura cosmica di “Singularitas”, si attraversa la premessa minore con le rotte inesplorate di “Magellanus”, per giungere infine alla sintesi perfetta della conclusione con la title track “De Essentia”.

Solo una musicalità dotata di ampio respiro, capace di fuggire dal rigido controllo matematico della partitura tradizionale per farsi pura energia, poteva rendere tangibile una struttura simile. Lo stile di Piano è fluido, stratificato, sospeso in un viaggio meditativo che muove dall’ambient alla new classical, attraversa la musica contemporanea e lambisce le suggestioni del post-rock e dell’elettronica emotiva.

Rinunciare al cantato si rivela la scelta vincente dell’intero progetto: l’assenza di un testo verbale non toglie significato, ma al contrario azzera le distanze, creando un transfert immediato e profondo con l’ascoltatore. Ogni traccia diventa così una pagina bianca su cui ognuno può “cantare” silenziosamente la propria storia personale, guidato da un flusso armonico di eccellente qualità.

La centralità del pianoforte e il potere della meditazione

Era dai tempi di giganti storici della melodia come Steven Schlaks che non si avvertiva una centralità così magnetica del pianoforte in un disco interamente strumentale. Tuttavia, dove il pianismo del passato cercava la purezza pop, il lavoro di Michele Piano si spinge molto oltre, esplorando parametri sonori sconfinati.

“De Essentia” è un album che cura l’anima. Possiede straordinarie virtù distensive e induce a una profonda riflessione interiore, spingendo l’ascoltatore a cercare il proprio “io” più nascosto e introspettivo. C’è un’innegabile tensione spirituale in questa creazione artistica, un invito a contemplare la nostra meravigliosa e fragile piccolezza di fronte all’immensità del tutto. Un lavoro che si inserisce perfettamente nella scia di maestri della scena contemporanea internazionale come Nils FrahmBrian Eno e Ólafur Arnalds.

All’interno di un ascolto che richiede attenzione e abbandono emotivo, colpiscono in modo particolare la maestosità siderale di “Andromeda” e la catarsi finale di “Omega”.

È lo stesso compositore a svelare la genesi di questa affascinante avventura:

“Ho scritto questi brani immaginando un viaggio che parta dalla singolarità iniziale dell’universo e giunga alla chiusura di un cerchio: l’Omega, il punto di ritorno dove la fine coincide con un nuovo inizio. L’uso di pad e riverberi ampi, tipico del genere ambient, si intreccia a un focus sul pianoforte, che vuole conferire un tocco di razionalità a ogni traccia”.

Un’autoproduzione totale

Interamente scritto, mixato e masterizzato dallo stesso Michele Piano, “De Essentia” è un gioiello di autoproduzione e supervisione artistica a tutto tondo. La cura del dettaglio emerge non solo nella scrittura dei brani, ma anche nell’inserimento finissimo di rumori ambientali e di quelle calde sfumature sonore che richiamano la grana vintage del vinile.

L’album è disponibile in streaming e in digital download su tutte le principali piattaforme musicali, supportato dal lavoro di promozione e valorizzazione di Doppio Clic Promotions.

Tracklist dell’album:

  1. Singularitas
  2. Aura
  3. Evolutio
  4. Andromeda
  5. Magellanus
  6. Horizon
  7. Omega
  8. De Essentia

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