Pubblicità

FEËL – La danza delle Banshee: il nuovo doppio singolo fantasy

Fuori “La danza delle Banshee”, il doppio singolo di FEËL tra Irlanda e Terra di Mezzo

Si intitola “La danza delle Banshee” il nuovo doppio singolo di FEËL, progetto solista del chitarrista e compositore pugliese Filippo Allegretti. Un progetto esclusivo che esplora l’incontro tra fingerstyle contemporaneo, tradizione celtica, world music e ambient.

Pubblicato il 9 ottobre per Trulletto Records e promosso da Doppio Clic Promotions, “La danza delle Banshee – Extra Nos / Intra Nos” è un dittico fantasy che trasporta l’ascoltatore direttamente nella Terra di Mezzo.

FEËL, pseudonimo di Filippo Allegretti, torna con un lavoro che non è un semplice singolo, ma un rituale in due atti, pensato per chi ama le atmosfere de Lo Hobbit e del folklore irlandese.

Extra Nos e Intra Nos: due volti della stessa leggenda

La Banshee è una delle figure più potenti del mito celtico: una donna-fatata il cui canto annuncia il destino. FEËL la fa danzare due volte, in due mondi opposti e complementari.

“La danza delle Banshee – Extra Nos” è il lato esterno. È la Banshee fuori dalla porta, nel bosco. Ritmo incalzante di bodhrán, tin whistle che fende l’aria come vento di montagna, chitarre acustiche percussive. È la colonna sonora di una fuga nelle terre selvagge, di una taverna di Bree piena di rangers.

“La danza delle Banshee – Intra Nos” è il lato interno. È la Banshee dentro l’anima. La stessa melodia diventa un lamento d’arpa celtica, un drone ambient, una chitarra sospesa. È la musica del ritorno, del focolare acceso, di Bilbo che scrive le sue memorie a Casa Baggins.

Perché FEËL ha come riferimento Tolkien?

Tolkien ha costruito Lo Hobbit con la musica celtica in testa. La lingua degli Elfi è basata sul gallese, le canzoni degli Hobbit sono drinking song irlandesi. FEËL usa gli stessi ingredienti: arpa, whistle, violino folk, strutture circolari che ti fanno sentire a casa. Non è un caso che “La danza delle Banshee” sembri scritta da Howard Shore per la Contea.

FEËL fa quello che Tolkien faceva con le parole: prende un frammento di mito celtico e lo rende universale, trasformandolo in musica. Dalla Puglia, terra di trulli e pietre antiche, alla Contea, il passo è breve se hai gli stessi strumenti: il rispetto per la tradizione orale e per la parola – o in questo caso, la nota come incantesimo.

Non è musica fantasy. È musica filologica. 

A chi è consigliato l’ascolto

Ascoltatori di Angelo Branduardi, Fabrizio De André (quello celtico di Crêuza de mä), Davide Van De Sfroos, Cesare Basile. Chi ama il folk italiano che guarda al nord. E chi ascolta colonne sonore come Howard Shore, Bear McCreary (The Rings of Power), Jeremy Soule (Skyrim).

Voto 8/10

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Questo sito utilizza Akismet per ridurre lo spam. Scopri come vengono elaborati i dati derivati dai commenti.